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Raffaela Delle Fave
Raffaela Delle Fave
La violenza non nasce dal nulla
Con Terra Dorea CUAV, un percorso tra responsabilità, consapevolezza e cambiamento

Quando si parla di violenza nelle relazioni, l’attenzione si concentra, giustamente, sulle vittime e sulla loro tutela. È un aspetto imprescindibile.
Esiste però un altro ambito di intervento, meno conosciuto ma altrettanto importante: il lavoro con gli uomini autori di violenza. È qui che operano i Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV), con l’obiettivo di prevenire la recidiva e favorire un cambiamento reale nei comportamenti e nelle relazioni.
La mia collaborazione con Terra Dorea nasce da un incontro avvenuto durante un seminario con la dottoressa Maria Saffo Di Maio, presidente dell’associazione e responsabile del CUAV in Campania. Da quel confronto prende forma un percorso professionale che continua ancora oggi, fondato sulla condivisione di valori e sulla convinzione che il cambiamento sia possibile quando è sostenuto da interventi competenti, strutturati e multidisciplinari.
Terra Dorea è un’associazione accreditata presso il Ministero della Giustizia e opera in collaborazione con i Tribunali di Napoli e Napoli Nord e con gli Ambiti Territoriali C6 e N18. In questo contesto gestisce i Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV), promuovendo percorsi di responsabilizzazione, consapevolezza e cambiamento rivolti agli uomini che hanno agito comportamenti violenti.
Nel Centro, gli uomini vengono accompagnati in percorsi individuali e di gruppo. L’obiettivo non è giudicare né giustificare la violenza, ma aiutare la persona a riconoscere il proprio comportamento, comprenderne le conseguenze e costruire modalità relazionali fondate sul rispetto.
L’esperienza che sto vivendo mi conferma ogni giorno che la violenza non nasce dal nulla. Dietro i comportamenti violenti possono esserci modelli relazionali appresi, difficoltà nella gestione delle emozioni, convinzioni culturali legate al controllo e al possesso e, talvolta, esperienze personali non elaborate.
Comprendere queste radici non significa assolvere chi ha agito violenza, ma creare le condizioni affinché quei meccanismi possano essere riconosciuti e interrotti.
Come counselor entro ogni giorno in questo spazio con rispetto, responsabilità e chiarezza. Il mio compito è offrire uno spazio di ascolto professionale in cui la persona possa confrontarsi con la propria storia e con le conseguenze delle proprie azioni.
È un lavoro delicato, che richiede accoglienza e una posizione etica chiara: la violenza NON può essere minimizzata, giustificata o attribuita ad altri.
Il cambiamento non è immediato. All’inizio emergono spesso negazione, minimizzazione o la tendenza a spostare la responsabilità all’esterno. Con il tempo, alcune persone iniziano a riconoscere il proprio ruolo, a comprendere l’impatto delle proprie azioni e a sviluppare una maggiore consapevolezza emotiva.
Sono passaggi lenti e complessi, ma possono rappresentare l’inizio di una trasformazione autentica.
Questo lavoro si svolge all’interno di un’équipe multidisciplinare, dove professionalità diverse collaborano per affrontare la complessità delle situazioni. L’integrazione delle competenze rende più efficace il percorso di cambiamento.
Resta sempre centrale la tutela delle vittime. Non esiste alcuna giustificazione per la violenza e gli strumenti di protezione previsti dalla legge rappresentano una priorità assoluta.
Tra questi, il Codice Rosso costituisce una conquista fondamentale, perché consente interventi tempestivi nelle situazioni di rischio e rappresenta un presidio indispensabile per la sicurezza delle persone vittime di violenza.
Proprio per il suo valore, ritengo che debba essere applicato con il massimo rigore e costantemente monitorato, affinché continui a rispondere esclusivamente alla sua finalità originaria: proteggere chi è realmente esposto alla violenza.
La forza di questo strumento risiede anche nella sua corretta applicazione, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento e dei diritti di tutte le persone coinvolte. Solo così è possibile tutelare efficacemente le vittime, rafforzare la fiducia nel sistema di protezione e preservarne l’efficacia.
Accanto a questi strumenti, ritengo fondamentale investire anche nei percorsi di responsabilizzazione rivolti agli autori di violenza, perché prevenire la recidiva significa intervenire sulle cause profonde dei comportamenti violenti.
Questo assume un valore ancora maggiore quando sono presenti dei figli. Aiutare un adulto a modificare il proprio modo di vivere le relazioni significa contribuire a interrompere la trasmissione di modelli basati su controllo, paura e sopraffazione, offrendo alle nuove generazioni la possibilità di crescere in un contesto più sano.
Ogni giorno sono sempre più consapevole che il cambiamento è possibile, anche quando il punto di partenza è difficile. Richiede tempo, responsabilità, coraggio e il contributo di professionisti preparati che lavorano in rete.
Collaborare con Terra Dorea significa, per me, mettere il counseling al servizio della prevenzione della violenza. Significa operare in uno spazio complesso, dove convivono fragilità, resistenze e possibilità di cambiamento.
Perché la prevenzione non passa soltanto dalla sanzione dei comportamenti violenti, ma anche dalla capacità di riconoscerli, assumerne la responsabilità e trasformarli.
Credo profondamente che una società più sicura si costruisca proteggendo le vittime, educando al rispetto e offrendo percorsi di cambiamento a chi è disposto ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Solo così è possibile interrompere il ciclo della violenza e restituire alle relazioni il loro significato più autentico: rispetto, libertà e dignità per ogni persona.

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Raffaela Delle Fave
Raffaela Delle Fave
La violenza non nasce dal nulla

Con Terra Dorea CUAV, un percorso tra responsabilità, consapevolezza e cambiamento

Quando si parla di violenza nelle relazioni, l’attenzione si concentra, giustamente, sulle vittime e sulla loro tutela. È un aspetto imprescindibile.
Esiste però un altro ambito di intervento, meno conosciuto ma altrettanto importante: il lavoro con gli uomini autori di violenza. È qui che operano i Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV), con l’obiettivo di prevenire la recidiva e favorire un cambiamento reale nei comportamenti e nelle relazioni.
La mia collaborazione con Terra Dorea nasce da un incontro avvenuto durante un seminario con la dottoressa Maria Saffo Di Maio, presidente dell’associazione e responsabile del CUAV in Campania. Da quel confronto prende forma un percorso professionale che continua ancora oggi, fondato sulla condivisione di valori e sulla convinzione che il cambiamento sia possibile quando è sostenuto da interventi competenti, strutturati e multidisciplinari.
Terra Dorea è un’associazione accreditata presso il Ministero della Giustizia e opera in collaborazione con i Tribunali di Napoli e Napoli Nord e con gli Ambiti Territoriali C6 e N18. In questo contesto gestisce i Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV), promuovendo percorsi di responsabilizzazione, consapevolezza e cambiamento rivolti agli uomini che hanno agito comportamenti violenti.
Nel Centro, gli uomini vengono accompagnati in percorsi individuali e di gruppo. L’obiettivo non è giudicare né giustificare la violenza, ma aiutare la persona a riconoscere il proprio comportamento, comprenderne le conseguenze e costruire modalità relazionali fondate sul rispetto.
L’esperienza che sto vivendo mi conferma ogni giorno che la violenza non nasce dal nulla. Dietro i comportamenti violenti possono esserci modelli relazionali appresi, difficoltà nella gestione delle emozioni, convinzioni culturali legate al controllo e al possesso e, talvolta, esperienze personali non elaborate.
Comprendere queste radici non significa assolvere chi ha agito violenza, ma creare le condizioni affinché quei meccanismi possano essere riconosciuti e interrotti.
Come counselor entro ogni giorno in questo spazio con rispetto, responsabilità e chiarezza. Il mio compito è offrire uno spazio di ascolto professionale in cui la persona possa confrontarsi con la propria storia e con le conseguenze delle proprie azioni.
È un lavoro delicato, che richiede accoglienza e una posizione etica chiara: la violenza NON può essere minimizzata, giustificata o attribuita ad altri.
Il cambiamento non è immediato. All’inizio emergono spesso negazione, minimizzazione o la tendenza a spostare la responsabilità all’esterno. Con il tempo, alcune persone iniziano a riconoscere il proprio ruolo, a comprendere l’impatto delle proprie azioni e a sviluppare una maggiore consapevolezza emotiva.
Sono passaggi lenti e complessi, ma possono rappresentare l’inizio di una trasformazione autentica.
Questo lavoro si svolge all’interno di un’équipe multidisciplinare, dove professionalità diverse collaborano per affrontare la complessità delle situazioni. L’integrazione delle competenze rende più efficace il percorso di cambiamento.
Resta sempre centrale la tutela delle vittime. Non esiste alcuna giustificazione per la violenza e gli strumenti di protezione previsti dalla legge rappresentano una priorità assoluta.
Tra questi, il Codice Rosso costituisce una conquista fondamentale, perché consente interventi tempestivi nelle situazioni di rischio e rappresenta un presidio indispensabile per la sicurezza delle persone vittime di violenza.
Proprio per il suo valore, ritengo che debba essere applicato con il massimo rigore e costantemente monitorato, affinché continui a rispondere esclusivamente alla sua finalità originaria: proteggere chi è realmente esposto alla violenza.
La forza di questo strumento risiede anche nella sua corretta applicazione, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento e dei diritti di tutte le persone coinvolte. Solo così è possibile tutelare efficacemente le vittime, rafforzare la fiducia nel sistema di protezione e preservarne l’efficacia.
Accanto a questi strumenti, ritengo fondamentale investire anche nei percorsi di responsabilizzazione rivolti agli autori di violenza, perché prevenire la recidiva significa intervenire sulle cause profonde dei comportamenti violenti.
Questo assume un valore ancora maggiore quando sono presenti dei figli. Aiutare un adulto a modificare il proprio modo di vivere le relazioni significa contribuire a interrompere la trasmissione di modelli basati su controllo, paura e sopraffazione, offrendo alle nuove generazioni la possibilità di crescere in un contesto più sano.
Ogni giorno sono sempre più consapevole che il cambiamento è possibile, anche quando il punto di partenza è difficile. Richiede tempo, responsabilità, coraggio e il contributo di professionisti preparati che lavorano in rete.
Collaborare con Terra Dorea significa, per me, mettere il counseling al servizio della prevenzione della violenza. Significa operare in uno spazio complesso, dove convivono fragilità, resistenze e possibilità di cambiamento.
Perché la prevenzione non passa soltanto dalla sanzione dei comportamenti violenti, ma anche dalla capacità di riconoscerli, assumerne la responsabilità e trasformarli.
Credo profondamente che una società più sicura si costruisca proteggendo le vittime, educando al rispetto e offrendo percorsi di cambiamento a chi è disposto ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Solo così è possibile interrompere il ciclo della violenza e restituire alle relazioni il loro significato più autentico: rispetto, libertà e dignità per ogni persona.